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Tutti conosciamo i Testimoni di Geova: nulla da dire sulle loro persone. Spesso, almeno secondo la mia personale esperienza, persone squisite, oneste e affidabili.
Ho già parlato della Congregazione dei testimoni di Geova, della la loro storia, della loro organizzazione e della loro dottrina negli aspetti fondamentali; altrove, inoltre, intervisto un fuoriuscito dalla congregazione, che ha preferito restareanonimo e non riconoscibile. Per questo indossa un passamontagna.
In questo articolo, invece, metteremo la lente di ingrandimento sulla traduzione della loro bibbia, in modo non tecnico, ma comprensibile a tutti.
Sappiamo che, quando accogliamo i TDG nelle nostre case, hanno l’abitudine di tirare fuori o dei volantini pubblicati dalla loro congregazione, da dove leggono riflessioni e interpretazioni della bibbia, oppure direttamente la loro bibbia.
Si presentano in modo distinto, sono vestiti bene e in modo sobrio; il loro obiettivo è parlarci della parola di Dio, di ciò che Dio vuole da noi, di indicarci la retta via. Ovviamente il fine ultimo è la conversione delle persone a cui si rivolgono e la speranza è che entrino nella loro congregazione.
Molti di noi conoscono bene questo approccio e il fatto che citino con apparente disinvoltura i versetti biblici; nominano libri del vecchio e nuovo testamento, capitoli, salmi, profeti, e bisogna ammettere che spesso lo fanno di fronte a cattolici che non conoscono nemmeno la cinquantesima parte di quello di cui loro parlano.
Una delle scene classiche che si verificano è questa: arrivano in coppia, si accomodano, prendono la bibbia e ci invitano a prendere quella che abbiamo in casa, sostenendo che “tanto è la stessa bibbia” oppure che, dicono testualmente, “noi usiamo la vostra stessa bibbia”.
Ma è davvero così?

Metto subito le cose in chiaro: nel parlare della bibbia dei testimoni di Geova non intendo affatto affermare che la loro sia la bibbia falsa e che quella cattolica o protestante o ortodossa sia parola di Dio. Sostenere che sia parola di Dio è un atto di fede e non riguarda affatto questo articolo. Quello che mi interessa è mostrare la natura della bibbia dei testimoni di Geova e alcuni autentici sfondoni di traduzione.
E quindi, di che bibbia si tratta? È corretto considerare i testimoni di Geova degli acuti conoscitori della bibbia, così come a volte sembrano? Citano versetti, sembrano preparatissimi e sembrano rispondere a qualsiasi obiezione, ma davvero conoscono a fondo quello di cui parlano?
Nel loro approccio, dicevo poco fa, spesso invitano gli interlocutori a prendere la bibbia che si ha in casa, per seguirli nella loro catechesi; aggiungono, dicevo, che “tanto una bibbia vale l’altra” oppure che “sono lieti di usare qualsiasi traduzione”. A volte, però, per non suscitare sospetti approcciano con una bibbia cattolica, per poi presentarsi, solo nei giorni successivi, con quella della loro congregazione.
Non voglio mettere in discussione la loro buona fede, ma, prima di vedere alcuni sfondoni di traduzione della loro bibbia, diciamo subito che non si tratta della stessa bibbia. La bibbia non solo non è la stessa, ma ha anche delle enormi differenze e chi dicesse il contrario direbbe una bufala colossale.
Con questo, ripeto, non voglio affatto dire che prendendo la bibbia cattolica, in una delle sue varie traduzioni, ci troviamo di fronte alla vera bibbia o alla reale traduzione o, men che meno, di fronte alla parola di Dio. Non lo credo né per gli uni né per gli altri. Ma intanto ci interessa capire perché non è la stessa bibbia.
Difatti, i cattolici usano in genere la bibbia della Cei, cioè della Conferenza episcopale italiana, ma possono usare anche altre traduzioni bibliche autorizzate. Io, per esempio, ho sempre usato la Bibbia di Gerusalemme.
Ebbene, tutte le bibbie cattoliche autorizzate hanno sette libri che la bibbia dei testimoni di Geova non ha: si tratta dei libri di Tobia, Giuditta, 1 Maccabei, Sapienza, Siracide e Baruc.
E quindi, la bibbia dei testimoni di Geova, intitolata “Traduzione del Nuovo Mondo delle scritture”, che in genere si abbrevia con NM, cioè Nuovo Mondo, è più breve. Quando perciò affermano che si tratta della stessa bibbia, dicono semplicemente il falso.
E cosa dire del loro contenuto? Posto che nella loro bibbia “del Nuovo Mondo” ci sono sette libri in meno, che dire degli altri libri? Che dire delle traduzioni degli altri libri? In questo caso farò riferimento all’ultima edizione del Nuovo Mondo, quella del 2017, che potete trovare facilmente on line sul sito ufficiale dei Testimoni di Geova. La versione precedente è quella del 1987, anche questa disponibile on line e facilmente consultabile.
Ora, veniamo al punto: siccome la dottrina dei testimoni di Geova è molto diversa da quella cattolica, la traduzione dei testi viene piegata liberamente alla loro convinzione teologica. In altre parole, prima si decide cosa credere, poi si adatta il testo alla loro credenza.
Niente di strano: abbiamo prove, nei manoscritti antichi della bibbia, dello stesso fenomeno: all’atto della copiatura, il copista, che magari aveva una specifica convinzione teologica in contrasto con quella di altre comunità cristiane, alterava il testo adattandolo alla sua credenza. Questo processo, spesso non ci si pensa, è andato avanti per 15 secoli, fino cioè all’invenzione della stampa, e anche oltre. E si ha ancora il coraggio, dopo chissà quanti rimaneggiamenti, alterazioni e modifiche, di definire la bibbia “Parola di Dio”.
Per approfondire questo discorso, rimando al video “Gesù non lo ha mai detto”, su questo canale, di cui farò una riedizione, migliore nella grafica e nell’audio, e più breve.
Ma torniamo a noi: mettiamo a confronto la bibbia del Nuovo Mondo, quella dei testimoni di Geova, e quella della CEI.
Per esempio, in Matteo 26, 26 siamo abituati a leggere “Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo”; la bibbia dei TDG invece traduce: “Questo rappresenta il mio corpo”. Perché? Perché ovviamente negano la presenza di Gesù nell’eucarestia.
Altro passaggio fondamentale, vangelo di Luca, capitolo 23, 43: la bibbia della CEI traduce, quando Gesù sta sulla croce insieme ai due ladroni: “In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso”. E i TDG come traducono? Traducono così: “In verità ti dico oggi: sarai con me in paradiso”. Quindi, non ti dico che oggi sarai con me in paradiso, ma oggi ti dico che sarai con me in paradiso … in un momento imprecisato.
Perché? Perché i TDG parlano del paradiso terrestre che sarà restaurato solo dopo la fine del mondo, quindi è impossibile che quel giorno stesso il ladrone si sia trovato con lui in paradiso.
Ovviamente si può liberamente credere che in paradiso non ci andrà né in quel momento né alla fine dei tempi, ma, ripeto, qui ci interessa passare al setaccio la traduzione della bibbia dei TDG.
Facciamo un altro esempio. Nel libro di Ezechiele, capitolo 18 versetto 4, si legge, nella bibbia cattolica: “Chi pecca morirà”. I TDG traducono, invece: “L’anima che pecca è quella che morirà”. Il termine ebraico è Nefesh, che vuol dire in questo caso “persona”, o “vita”, ma siccome i TDG non credono affatto nell’anima e nel fatto che essa sopravviva dopo la morte, traducono “anima” anziché “Persona”.
Naturalmente, per tagliare la testa al toro, aspettiamo ancora spiegazioni convincenti circa l’esistenza dell’anima, sia quando a sostenerla sono i cattolici sia quando sono i Tdg, sia chiunque altro.
Vediamo un altro esempio ancora: siccome per i TDG Gesù non è il figlio di Dio, ma è solo un rappresentante di Dio, quello che accade quando si va a tradurre ed interpretare è facile da immaginare: si adatta il testo alla propria volontà; e questo lo hanno fatto tutti, sia in ambito religioso che politico che filosofico. Finire per leggere in un testo polisemico, cioè dai vari significati possibili, quello che si vuole, quello che si desidera leggere, è una delle caratteristiche stampate nel DNA umano.
E quindi, mentre in GV 7,29 la bibbia Cei traduce “Io lo conosco perché vengo da lui” i TDG traducono “Io lo conosco perché è da lui che vengo ed è stato lui a mandarmi”. Nell’edizione precedente traducevano invece “io lo conosco, perché sono un suo rappresentante”.
Ultimo esempio, tra tanti, lo troviamo nella seconda lettera ai Corinzi di Paolo.
Nella bibbia cattolica si legge: “La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio, e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”. Si tratta difatti, nell’originale greco, di tre complementi di specificazione: di Dio, del Signore Gesù Cristo e dello Spirito Santo. Ma come traducono i TDG? Così: “L’immeritata bontà del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la partecipazione allo spirito santo siano con tutti voi.” Scrivono “partecipazione allo spirito santo”, in minuscolo, perché negano la trinità e quindi negano lo spirito santo come persona.

Queste sono traduzioni che veicolano volontà teologiche, come abbiamo visto. Sono soltanto alcune, ma rendono bene l’idea della questione.
Ci sono però anche altre valanghe di traduzioni che, nonostante non alterino in profondità il significato dei concetti, sono comunque piuttosto imbarazzanti, a volte comiche.
Nel Deuteronomio leggiamo: “Proprio come un’aquila incita la sua nidiata”, ma dovrebbe essere “Come un’aquila veglia la sua nidiata”.
Ora, ho notato che la versione del 2017 è stata in molte parti corretta, ma se si prende la versione precedente, quella del 1987, si possono leggere frasi del tipo “La donna vide che l’albero era qualcosa che metteva voglia agli occhi” (gn 3:6), “… E la sua testa deve divenire scompigliata” (Lv 13:45), “Calpestavi la forza, o anima mia” (gdc 5:21), come si faccia a calpestare la forza è un mistero.
In Zaccaria si legge “… cavalca un asino, sì, un animale fatto, figlio di un’asina”, oppure negli Atti 14:17 si legge: “Riempiendo i vostri cuori di cibo e allegrezza”: come si fa a riempire il cuore di cibo?
Nel libro di Sofonia 2:11 si legge: “Geova sarà tremendo contro di loro; perché certamente renderà emaciati tutti gli dei della terra”. Emaciato vuol dire smunto, dimagrito, che cavolo c’entra con gli altri dei della terra, ammesso che ci siano?
Di sfondoni come questi ultimi la versione del 1987 è piena, a volte si sorride altre volte, pensando che si tratta di un testo che influenza la vita di milioni di persone si resta un po’ perplessi e persino preoccupati.









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