“Morto un papa se ne fa un altro”: come funziona il conclave

13/05/2025 | Attualità, Blog, Cultura, Religioni | 0 commenti

Incuriosisce molto la macchina di elezione del pontefice della Chiesa Cattolica, che vede il suo culmine nel conclave: la location, la Cappella Sistina – con tutte le suggestioni annesse – tutti i riti che lo precedono, lo accompagnano e lo seguono; la commistione di pratiche secolari con elementi moderni.

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Per chi crede è l’occasione, quella del conclave, in cui si giocano i destini della Chiesa di Dio. Per chi non crede è comunque un momento di forte suggestione e di grande importanza politica e sociale.

E quindi, in questo articolo cercheremo di capire come funziona il conclave in tutti i suoi aspetti più importanti e anche con qualche interessante curiosità.

Innanzitutto capiamo perché questo importante consesso di cardinali si chiama “conclave”. Il termine “conclave” deriva dal latino “cum clave”, che significa “(chiuso) con la chiave”. Questo nome si riferisce al fatto che i cardinali sono letteralmente chiusi a chiave e isolati dal mondo esterno durante il processo elettorale.

La pratica di chiudere a chiave i cardinali, che ha dato il nome all’elezione, risale a un episodio avvenuto nel 1270 a Viterbo, che all’epoca era sede papale. Gli abitanti di Viterbo, dopo 1006 giorni di votazioni inconcludenti, chiusero i cardinali nella sala grande del Palazzo Papale per costringerli a decidere finalmente il nuovo pontefice. La sede papale, insomma, era vacante da troppo tempo, e non si poteva attendere oltre.

Oggi, la segretezza e il distacco dal mondo, durante l’elezione del nuovo pontefice, vvengono garantiti in altri modi. Intanto i cardinali non restano sempre segregati nella cappella Sistina, ma quando non sono riuniti per votare alloggiano nella residenza di Santa Marta, quella scelta anche da papa Francesco come sua personale e primaria residenza.

Durante gli spostamenti tra la cappella Sistina e la residenza Santa Marta, e durante tutto il periodo del conclave, i cardinali non possono avere contatti con l’esterno, né tramite cellulari, né tramite televisione, neppure leggendo i giornali.

L’elezione, insomma, deve avvenire senza alcuna influenza dall’esterno. Per chi crede, del resto, è lo Spirito Santo che deve fare il suo lavoro, senza nessuna interferenza.

Addirittura, prima del conclave la Cappella Sistina viene bonificata da eventuali microspie o qualsiasi altra apparecchiatura che permetta di spiare i cardinali durante il loro lavoro.

Chi può essere eletto papa?

I requisiti previsti dal diritto canonico per essere eletto Papa sono solo tre:

  1. Essere maschio
  2. Essere celibe
  3. Essere battezzato.

Teoricamente, chiunque possieda questi requisiti è eleggibile, e non è nemmeno necessario essere un sacerdote o un cardinale.

Nella pratica, poi, le cose sono un po’ diverse. Il Papa infatti viene sempre scelto tra i cardinali presenti al conclave. Questa è una specie di “quarta regola non scritta“, che ha senso perché per guidare la Chiesa è necessaria una profonda conoscenza di quel mondo, tipicamente posseduta da un cardinale.

E’ vero anche, però, che ci sono alcune eccezioni storiche a questa pratica:

Nel 1522 fu eletto papa Adriano VI, che era sì un cardinale, ma che non partecipava al conclave.

Risale invece al gennaio del 963 un’altra importante eccezione, quella dell’elezione di Papa Leone VII, che non solo non partecipava al conclave ma era anche un laico.

DAL PAPA DEFUNTO AL NUOVO PAPA

Vi elenco ora tutti i passaggi, in sintesi, in alcuni brevi punti (in tutto 22), che portano all’elezione del nuovo papa, a partire dalla morte del predecessore.

1. Sede Vacante: Il processo di elezione inizia quando il Papa in carica muore o si dimette, dando inizio al periodo di “sede vacante”.

2. Convocazione: Appena ricevuta la notizia della morte o delle dimissioni del Papa, il cardinale Decano convoca a Roma tutti i cardinali elettori, ovvero quelli al di sotto degli 80 anni. Il limite degli 80 anni è abbastanza recente, risale infatti ai tempi di Paolo VI, papa dal 1963 al 1978.
I cardinali nel mondo, attualmente, sono 252, il 45% dei quali europeo (quindi il restante 55% se lo spartisce il resto dei continenti). Gli elettori, però, quelli quindi che all’inizio del conclave non avranno compiuto 80 anni, sono circa 135: tra questi 108 sono stati nominati da papa Francesco, 22 da Benedetto XVI e 5 da Giovanni Paolo II. Il cardinale più giovane ad eleggere il nuovo papa sarà l’ucraino Mycola Bycoc: ha 45 anni.
I Cardiali possono elettori possono evitare di partecipare al conclave solo in due casi: per grave infermità conclamata, o per impedimenti ritenuti inderogabili dal collegio dei cardinali. Per le stesse motivazioni si può lasciare il conclave una volta iniziato.

3. Inizio del Conclave: Dalla morte del papa, tradizionalmente deve trascorrere un periodo di almeno 15 giorni prima dell’inizio dell’elezione, ma per la prima votazione non si può andare oltre i 20 giorni. Tuttavia, Benedetto XVI ha modificato questa regola, stabilendo che i lavori di elezione possono iniziare anche prima dei 15 giorni se tutti i cardinali elettori sono già presenti in Vaticano.

4. Alloggio: I cardinali alloggiano presso la Residenza di Santa Marta, un edificio alberghiero dedicato ad ospitarli.

5. Messa: Prima dell’inizio delle votazioni, viene celebrata la “Missa pro eligendo Romano Pontifice” nella Basilica di San Pietro.

6. Ingresso in Cappella Sistina: In seguito, i cardinali si avviano alla Cappella Paolina e da lì raggiungono in processione la Cappella Sistina, dove si terrà l’elezione. L’ambiente, come abbiamo visto, è isolato dal mondo esterno e liberato da strumenti di comunicazione.

7. Extra Omnes: Un apposito maestro delle cerimonie, ad un certo punto, pronuncia la frase latina “extra omnes” (“fuori tutti”), ordinando l’uscita di tutti gli estranei. Da questo momento, i cardinali non possono più avere contatti con l’esterno per tutta la durata del conclave.

8. Giuramento: I cardinali giurano di seguire le leggi della Chiesa, di non violare il segreto e di non subire condizionamenti esterni. È vietato imporre condizioni al Papa una volta eletto.

9. Votazione (Scrutinio): L’elezione vera e propria avviene per scrutinio, tramite votazione segreta. Questo è l’unico sistema ammesso dal 2005. Prima della riforma costituzionale di Giovanni Paolo II, il Papa poteva essere eletto anche per acclamazione popolare. Tuttavia, il Papa polacco abolì questa formula, in favore del solo scrutinio.

E quindi ora sono richiesti due terzi delle preferenze sul totale per raggiungere l’elezione. Se il numero di cardinali non è divisibile per tre, è necessario raggiungere i 2/3 + 1.

10. Fasi della Votazione: La votazione è articolata in tre fasi: pre-scrutinio, scrutinio e post-scrutinio.

11. Addetti al Voto: Durante il pre-scrutinio, vengono sorteggiate 9 persone addette alle operazioni di voto: tre cardinali scrutatori, tre che raccolgono i voti degli infermi e tre revisori. Questi ultimi ricontrollano il lavoro svolto dai tre scrutatori.

12. Modalità di Voto: Ai cardinali vengono distribuite schede rettangolari con la scritta “Eligo In summum Ponteficem”, cioè “Eleggo a sommo pontefice”. Il cardinale che vota si avvicina all’altare della Cappella Sistina e pronuncia un giuramento: «Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto».

13. Conteggio dei Voti: Gli scrutatori contano le schede. Se il numero non corrisponde ai votanti, le schede vengono subito bruciate. I tre scrutatori leggono i nomi, li riportano su registri e uno proclama il nome a tutti. Le schede scrutinate vengono forate e unite da un filo rosso.

14. Fumata Nera: Se nessun candidato raggiunge i due terzi dei voti, l’elezione è nulla. Le schede usate e gli appunti vengono bruciati in una stufa, producendo la celebre Fumata Nera, che significa che il Papa non è stato eletto.

15. Ritmo delle Votazioni: Il primo giorno si vota solo una volta. Dal secondo giorno in poi si vota due volte al mattino e due al pomeriggio.

16. Ballottaggio (Eventuale): Se non si raggiunge l’accordo dopo un numero massimo di 34 fumate nere, si procede al ballottaggio tra i due candidati che nell’ultimo scrutinio hanno ottenuto più voti. Ma anche in questo caso, per essere eletto, uno dei due candidati deve raggiungere i due terzi dei voti più uno.

17. Elezioni Raggiunta: Se un candidato raggiunge la soglia richiesta, l’elezione è valida.

18. Accettazione: Il cardinale decano chiede al candidato eletto: «Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?». Una volta accettato l’incarico, gli viene chiesto: «Come vuoi essere chiamato?», e il futuro papa pronuncia il nome scelto.

19. Fumata Bianca: A quel punto si procede a bruciare le schede dell’elezione. In questo caso, per dare origine alla celebre Fumata Bianca (che annuncia l’elezione del nuovo Papa), storicamente si aggiungeva paglia umida. Oggi si usano anche apparecchiature ausiliarie a fumogeni per rendere la fumata più visibile e chiara.

20. Vestizione: Dopo l’accettazione, il nuovo Papa si reca nella “stanza delle lacrime” (la sacrestia della Cappella Sistina) per la vestizione degli abiti pontificali. Si chiama così perché è anche il luogo in cui il nuovo pontefice darà sfogo alla sua emotività, perché no, anche piangendo.

21. Proclamazione Pubblica: Uno dei cardinali (il protodiacono) annuncia l’elezione dal balcone della Basilica di San Pietro, pronunciando la formula latina “Habemus Papam“.

22.Benedizione: Segue la benedizione del nuovo Papa “Urbi et Orbi”

Qualche curiosità prima di salutarci. Nel Novecento l’elezione più lunga fu quello di PIO XI: servirono 14 scrutini. Papa Ratzinger, invece, fu eletto dopo 4 scrutini, papa Francesco dopo 5.
Si evita, generalmente, di andare troppo per le lunghe, perché troppe votazioni, in un conclave, darebbero l’immagine di una Chiesa divisa, litigiosa, e questo ai cardinali di certo non piace.

La stufa per bruciare le schede del conclave è realizzata in ghisa, ha una forma cilindrica ed è alta circa 1 metro, con un diametro di circa 45 cm. Nella sua parte inferiore ha uno sportello per accendere l’innesco. Nella parte superiore, invece, ha uno sportello per introdurre le schede da bruciare.

Vi consiglio, se non lo avete già fatto, la visione di un bellissimo film intitolato “Conclave”, uscito mi pare nel dicembre scorso e che sta spopolando su tutte le piattaforme di streaming. Per vederlo serve affittarlo, ma vi assicuro che sono 5 euro ben spesi e mi ringrazierete.

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– La Univèrsi Dominìci Gregis, promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996 e modificata in seguito, è la principale norma pontificia che regola il processo di elezione papale

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