
Di recente sono stati pubblicati i dati sulla situazione religiosa in Germania, in special modo sullo stato di salute delle chiese cristiane. In questo articolo leggeremo alcuni dati, che per qualcuno potranno essere allarmanti, per altri benvenuti e per altri ancora del tutto irrilevanti.
****************
IN FONDO TROVI IL VIDEO ASSOCIATO ALL’ARTICOLO
***************
In più riporto l’analisi di alcuni esperti e mi piacerebbe sapere, nei commenti all’articolo, quali siano secondo voi le ragioni della situazione qui di seguito descritta.
I dati recenti sull’adesione alla Chiesa cattolica e alla “Chiesa evangelica in Germania” (EKD) indicano una tendenza al ribasso. Attualmente, la Chiesa cattolica conta circa 19,8 milioni di membri, corrispondenti al 23,7% della popolazione totale, mentre la Chiesa Evangelica registra 17,98 milioni di membri, ovvero il 21,6% degli 83,6 milioni di abitanti della Germania. Se aggiungiamo il 10,9% di aderenti ad altre religioni, Islam compreso, notiamo un dato molto rilevante, e cioè che circa il 43,8% della popolazione tedesca non professa ufficialmente nessuna religione, evidenziando un avanzamento significativo della secolarizzazione e una diminuzione della religiosità istituzionale.
Insomma, in Germania il gruppo più consistente di persone è quello dei non credenti, che sta alla pari dei cristiani se sommiamo i cattolici e gli evangelici.
La diminuzione non riguarda solo il numero complessivo di membri, ma si manifesta anche nella partecipazione ai sacramenti. Nel 2024, la Chiesa cattolica ha registrato circa 116.000 battesimi, un calo rispetto ai 131.000 dell’anno precedente. Per fare un confronto, nel 2003 la Chiesa cattolica aveva celebrato 206.000 battesimi, mentre le chiese protestanti ne avevano registrati 227.500; nel 2024, queste ultime hanno registrato circa 110.000 battesimi. Un calo di battesimi che corrisponde nientemeno che al 50%, e di certo non c’è stato un calo demografico proporzionale a questi numeri.
Anche la frequenza regolare alla Messa ha subito un calo significativo, passando dal 15,2% dei cattolici nel 2003 al 6,6% nel 2024.
Un aspetto particolarmente critico è il drastico calo delle vocazioni sacerdotali. Nel 2024, sono stati ordinati solo 29 uomini come sacerdoti cattolici in tutta la Germania, un dato che evidenzia una grave crisi nel ricambio generazionale del clero. 29 persone corrispondono ad una classe scolastica di una scuola italiana, per intenderci.
Come spiegare tutto ciò? Alcuni ci hanno provato.
Georg Bätzing, vescovo di Limburg e presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha descritto la situazione come “allarmante” e ha sollecitato riforme per ripristinare la fiducia sociale. Egli riconosce che le riforme da sole potrebbero non risolvere completamente la crisi, ma sottolinea che la loro assenza non farebbe che aggravarla. Bätzing evidenzia l’importanza di rafforzare la presenza della Chiesa in ambiti sociali ed educativi per mantenere la sua rilevanza.
Ci vede lungo il vescovo. A questo proposito c’è una frase attribuita Joseph De Maistre, che dice così: “Dateceli dai cinque ai dieci anni, e saranno nostri per tutta la vita”.

Kirsten Fehrs, presidente del Consiglio dell’EKD, osserva che, sebbene l’appartenenza alla Chiesa non sia più una “costante sociale”, essa mantiene un’importanza vitale come fonte di sostegno spirituale e assistenza nei momenti di difficoltà. Sottolinea la necessità che la Chiesa sia un luogo di incontro che promuove il dialogo e rafforza la coesione sociale.
Beh, certo, se metti insieme le persone, le fai sentire meno sole poi certo stanno meglio, vivono una vita di maggiore qualità. Ma a questo punto qual è la differenza tra le varie chiese e altre forme di aggregazione sociale?
Il professor Jan Loffeld, sacerdote della diocesi di Münster e professore di Teologia cattolica, ritiene che la tendenza alla secolarizzazione sia irreversibile e prevede che la Chiesa diverrà progressivamente una minoranza più piccola. Nella sua analisi, Loffeld suggerisce che le attuali strategie di evangelizzazione e le riforme strutturali potrebbero non essere sufficienti a invertire questa crisi. Sono d’accordo con lui, ma avrei preferito che esponesse anche le cause di tutto ciò, dal suo punto di vista naturalmente.
Gregor Maria Hoff, professore di Teologia fondamentale e Teologia ecumenica, concorda sul fatto che la società contemporanea ha perso interesse per le questioni religiose tradizionali. Propone che la Chiesa individui “nuove zone di contatto” in aree in cui può mantenere la sua rilevanza, come le istituzioni educative e gli ambienti sociali, invece di isolarsi in posizioni dogmatiche che non generano interesse tra la popolazione. E anche lui ci ha visto giusto: ingerenza nelle scuole, nei luoghi educativi, dove ci sono bambini e ragazzi e dove la persuasione e le fidelizzazione funzionano meglio.
Ad esempio, sapete perché molti software eccellenti di Intelligenza artificiale sono dati alle scuole in modo gratuito? Perché lo studente che impara ad usarli adesso gratuitamente, quando sarà un lavoratore li userà a pagamento nelle aziende in cui lavorerà. Ecco, quando i promotori del marketing della fede pensano di rivolgersi agli ambienti educativi fanno un ragionamento molto simile a quelli dei colossi del web.
O anzi, forse è il contrario: sono i colossi del web che imparano il marketing dalle chiese.
Thorsten Latzel, presidente della Chiesa evangelica della Renania, inquadra il declino religioso come parte di un più ampio processo di “de-istituzionalizzazione” che interessa anche altre organizzazioni tradizionali come partiti politici e sindacati. Questa prospettiva suggerisce che la perdita di influenza ecclesiastica riflette una trasformazione culturale più profonda nel rapporto tra individui e istituzioni tradizionali. E questa mi sembra una osservazione molto intelligente, solo che i partiti politici e i sindacati non registrano un calo drastico, radicale, a picco, come invece fanno le chiese in Germania.
Forse Latzel ha individuato uno dei problemi, ma forse è quello che ha l’impatto minore.
Il sociologo Detlef Pollack ha evidenziato un aumento degli atteggiamenti antireligiosi nella società tedesca negli ultimi cinque anni. In sintesi questo studioso rileva un calo nell’apprezzamento delle festività religiose, sebbene sottolinei che i frequentatori attivi della chiesa continuano ad apprezzarla come spazio di comunità e rispetto. Tuttavia, il distacco della maggioranza dalla vita ecclesiale rafforza i pregiudizi e complica gli sforzi di sensibilizzazione.
Anche in questo caso sarebbe interessante approfondire il perché di questi atteggiamenti antireligiosi.
La perdita di influenza ecclesiastica è ulteriormente illustrata da un sondaggio condotto dal quotidiano “Aachener Zeitung” tra i suoi lettori nella regione tradizionalmente cattolica di Aquisgrana. Alla domanda “È triste vedere che sempre più persone abbandonano la Chiesa?”, il 69% ha detto di no, cioè che non è triste. Sebbene non statisticamente rappresentativo, questo sondaggio riflette il clima sociale attuale.
Si cita spesso Joseph Ratzinger, il futuro papa Benedetto XVI, quando nel 1968 aveva previsto che la Chiesa sarebbe diventata una “minoranza” e avrebbe perso molti dei suoi privilegi. Auspicava una minoranza creativa di credenti che avrebbe preservato le fondamenta spirituali dell’Europa. Come se la spiritualità fosso solo cristiana, mi viene da osservare.
Ma il punto è che forse i maggiori nemici delle Chiese, detto banalmente in modo rapido, sono il benessere materiale, da una parte, e dall’altra il livello alto di istruzione libera, laica e democratica.
La democrazia ha dato alle persone la possibilità, e la libertà, di porre una domanda cruciale attraverso un semplice avverbio interrogativo: “Perché?”. Quando chiedevi conto delle cose sotto dittatura o con governi autoritari, monarchici assoluti e illiberali ti facevano saltare la testa. Con la democrazia, che storicamente è relativamente recente, le cose cambiano.
Chiedere il perché di pratiche religiose, privilegi, assunti fideistici, frasi confezionate, apparati simbolici teologici, significa scavare a fondo. E il problema delle religioni, secondo me, emerge proprio quando inizia a scavare a fondo.
Del resto vi siete mai chiesti perché la democrazia non piace alle chiese e men che meno a quella cattolica, che è una delle cinque monarchie assolute rimaste ancora in vita sulla Terra?
Se vi va fatemi sapere nei commenti che cosa ne pensate, perché imparo moltissimo dalle vostre osservazioni.
👉🏻 FONTI:
https://www.omnesmag.com/it/notizie/crisi-di-fede-germania/
https://www.limesonline.com/rivista/la-parabola-della-chiesa-cattolica-in-germania-tra-declino-e-continuita-14632928/ https://www.rivistadirittoereligioni.com/news-germania-situazione-religiosa-nel-2025-stefano-testa-bappenheim/ https://www.ilmitte.com/2025/03/calo-fedeli-chiesa-germani/










0 commenti