IL DIO DI SPINOZA: UN’ALTERNATIVA RAGIONEVOLE ALLE DIVINITÀ ASSURDE DEI MONOTEISMI

12/06/2025 | Blog, Cultura, Religioni | 0 commenti

Spinoza è uno dei filosofi più affascinanti dell’età moderna. Chi volesse camminare sulle su orme può visitare Amsterdam, per vedere i luoghi dove è cresciuto, dove ha vissuto e, ovviamente, dove ha scritto le sue opere.

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Baruch Spinoza, a volte noto come Benedictus Espinoza, è stato un filosofo del XVII secolo, che è nato, e ha trascorso tutta la sua vita, nei Paesi Bassi. Proveniva da una famiglia ebrea sefardita, fuggita anni prima dalla Spagna o dal Portogallo, e è cresciuto nella comunità ebraica sefardita di Amsterdam. La città aveva una popolazione ebraica piuttosto numerosa, con una sinagoga sorprendentemente grande in cui la congregazione si riuniva per i servizi religiosi. Questa sinagoga, nota come sinagoga portoghese, esiste ancora oggi e può essere visitata.

La struttura di questa sinagoga è cambiata molto poco dall’epoca di Spinoza: ancora oggi al suo interno non c’è elettricità, e difatti viene illuminata con la luce solare e, all’interno, da circa mille candele in candelabri di ottone.

Visitarla, e ho avuto il piacere di farlo, è davvero suggestivo, perché, con un po’ di immaginazione, è lo stesso ambiente, grosso modo, che ha frequentato Baruch Spinoza e probabilmente sempre in quel posto i rabbini capi della sinagoga hanno preso la decisione fatale nei suoi confronti: la sua espulsione.

In effetti le idee di Spinoza mettevano davvero in difficoltà i leader ebraici, ma anche cristiani, dei Paesi bassi di quel tempo. I motivi precisi della sua espulsione e del suo esilio non sono noti in modo certo, ma gli studiosi sostengono che probabilmente ci entrasse proprio il suo pensiero filosofico. Certo è che l’esperienza dell’esilio, per lui e per la sua famiglia, fu dura.

Lasciò la sua città natale di Amsterdam e trascorse il resto della sua vita in altre parti dell’Olanda, dove avrebbe continuato a sviluppare la sua filosofia originale e dirompente.

 Ha vissuto per un po’ in una casa a Rensburg, vicino a Leida, prima di trasferirsi all’Aia negli ultimi anni di vita, prima della sua morte nel 1677, ad appena 44 anni.

Entrambe queste case sono luoghi visitabili: queste purtroppo non le ho visite, e mi piacerebbe farlo in futuro. Si può ammirare la sua biblioteca nella casa di Rensburg, che è stata ricostruita con la sua effettiva collezione di libri e persino con edizioni dell’epoca. È davvero affascinante vedere che tipo di libri aveva nella sua biblioteca, perché si trattava dei libri che avevano ispirato le sue idee e i suoi pensieri.

Spinoza è noto in particolare per due opere filosofiche. Innanzitutto, il Trattato teologico-politico, pubblicato anonimamente nel 1670, un’opera che alcuni – cioè ovviamente i detrattori del filosofo – hanno definito un “libro forgiato nell’Inferno”; la seconda opera, il suo capolavoro, è l‘Etica, pubblicata dopo la sua morte nel 1677.

Soprattutto in queste opere, scritte nelle sue case umili a Rensburg e all’Aia, presenta il succo delle sue idee audaci.

Spinoza è famoso anche per le sue prospettive su Dio e sulla metafisica. In questa sede le vedremo in modo semplice, magari in un articolo successivo potremo approfondire la questione. Insomma, per lui, la realtà consiste in una sostanza singola e nei suoi diversi “modi”. Definisce la sostanza come “ciò che è in sé e si concepisce attraverso sé“, e identifica questa sostanza sia con Dio che con la natura. In altre parole, per Spinoza, Dio e la natura sono la stessa cosa: questo significa che tutto è in qualche modo parte di Dio, o come lui stesso dice, tutte le cose sono “modi” di Dio o della sostanza.

Per questo è stato spesso etichettato come panteista, parola che significa appunto “tutto Dio”, Pan sta per “tutto” e “Teista, teismo” sta per “Dio”: quindi tutto è Dio. L’idea, quindi, è che semplicemente tutto è Dio, che tutto è parte di Dio.

A ben vedere, questa concezione della divinità non era unica o originalissima. Molti filosofi e teologi del passato avevano detto cose simili, ma Spinoza era un forte razionalista, ispirato da pensatori precedenti come Descartes, Cartesio, e rifiutava decisamente elementi religiosi come i miracoli e qualsiasi concezione personale di Dio. Credeva in Dio come l’unica sostanza della realtà, identica in qualche modo alla natura, ma non in Dio come essere personale che potesse rispondere alle preghiere o compiere miracoli.

Questo ovviamente ha un impatto significativo anche nel modo di considerare le Scritture, la religione e lo Stato.

Come fervente razionalista, Spinoza non può accettare molte delle storie della Bibbia come vere cronache storiche. Mi viene da dire: ci era arrivato lui 400 anni fa, e non ci arrivano ancora oggi torme di fedeli.

Per lui, la Bibbia non può favorire la vera conoscenza intellettuale. La Scrittura è principalmente un messaggio etico, ma non parola ispirata dalla divinità.

Spinoza sostiene che la Bibbia è stata composta per un vasto pubblico, con l’obiettivo di raggiungere più persone possibili, poco istruite e di scarsa cultura; di conseguenza, presenta racconti fantastici e storie miracolose comprensibili dall’uomo comune di quei tempi, ma non certo rivelatrici di verità ultime: piuttosto sono storie metaforiche utili per far passare un messaggio morale.

 Per il filosofo, quindi, è chiaro che queste storie devono essere lette in senso metaforico o allegorico, eliminando ogni superstizione legata ad una qualsiasi interpretazione letterale: superstizioni che lui vede come pericolose per la ricerca della verità, per la libertà individuale e collettiva delle persone.

Il messaggio che la Scrittura trasmettere non può rivelare questioni soprannaturali, incoerenti e superstizione, ma è essenzialmente etico: amare il prossimo è il nucleo di un comportamento etico da coltivare.

Spinoza rifiuta il dogmatismo e il modo in cui la Chiesa e le istituzioni religiose rivendicano la presunta sovranità sulla verità; separa chiaramente la fede dalla ragione: la religione si occupa di etica e morale, la filosofia si occupa di verità e conoscenza.

La Scrittura, come la Bibbia, non contiene alcuna conoscenza metafisica come tale; solo la filosofia può giungere a verità intellettuali, e questo lo porta al suo messaggio politico molto forte, che è ancora oggi rilevante e attualissimo. Questo rende Spinoza un filosofo attualissimo.

In sostanza, enfatizza fortemente la libertà di filosofare, la libertà di pensiero e di espressione, così come la libertà di religione. Parla persino di democrazia e la loda come la migliore opzione politica.

 Ha detto: “La libertà è necessaria prima di tutto per far avanzare la scienza e le arti, poiché tali attività sono coltivate con successo e felicità solo da coloro che hanno un giudizio libero e non ostacolato“.

Spinoza è quindi veramente uno dei filosofi più importanti della storia e certamente dell’età moderna, uno che ha avuto un impatto significativo sul nostro mondo. Il suo razionalismo, e l’accento sulla tolleranza e sulla libertà umana nella società, lo rendono una sorta di precursore del liberalismo come lo conosciamo oggi, così come del pensiero contemporaneo in generale.

Mentre la comunità ebraica di Amsterdam mantiene ancora in vigore la sentenza di esilio, la città e il paese sono oggi orgogliosi di aver dato i natali a Spinoza.

Le sue idee panteistiche, per cui tutto il mondo è una sola Unità che è Dio, o sostanza, o natura, possono essere ispiratrici oggi, e difatti lo sono. Oggi, chi non trova nelle religioni tradizionali una risposta intellettuale adeguata, può abbracciare convinzioni simili che Spinoza aveva pensato 4 secoli fa, a costo di rimetterci personalmente con l’esilio e la marginalizzazione.

Allo stesso modo è profetica anche la sua lettura razionalistica della Scrittura, che prenderà piede in modo sistematico circa un secolo dopo di lui; è stata profetica la forte enfasi sulla libertà di pensiero e la preferenza della democrazia come miglior sistema politico.

 Nella città di Amsterdam c’è una maestosa statua di Spinoza, vicino al vecchio quartiere ebraico e alla sinagoga dove è cresciuto. In modo simbolico, ma direi anche poetico, la statua è posizionata in modo tale che quando il sindaco della città guarda fuori dalla sua finestra vede la statua di bronzo e, forse è ancora più importante, le parole scritte sul monumento: “Lo scopo dello Stato è la libertà“, racchiudendo il messaggio e l’importanza di Baruch Spinoza e della sua filosofia.

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