
Non c’è limite al ridicolo. In Bulgaria, il giorno dopo che migliaia di persone erano scese in piazza a Sofia (e non solo) per protestare contro il governo e contro l’entrata nell’euro dal prossimo gennaio, la Bce si è ritrovata a dover affrontare un problema molto più “spirituale”.
Pare infatti che in alcuni gruppi social, specialmente quelli a tema religioso, manco a dirlo, sia riesplosa un’antica “rivelazione”: piegando una banconota da 50 euro e accostandola a uno specchio, il ponte stampato sul retro — invece di restare banalmente un ponte — si trasformerebbe nientemeno che in un diavolo con tanto di corna. Sì, Satana, evocato dalla cartamoneta.
Così, mentre l’economia mondiale gira intorno a inflazione e tassi di interesse, in Bulgaria c’è chi passa le serate a piegare banconote e scrutare i segni del Maligno di fronte allo specchio.
Il tutto ha costretto la Bce a puntualizzare con una certa pazienza da maestrina. Parafrasando: “Guardate che sulle banconote ci sono solo ponti, simboli di comunicazione tra i popoli europei. Se voi ci vedete le corna del diavolo, non è colpa del disegnatore, ma della vostra fantasia un po’ troppo medievale”.
Non paghi, i giornali locali hanno dovuto aggiungere un’ulteriore rassicurazione: no, l’euro digitale (che ancora non esiste) non è l’anticamera dell’Apocalisse né il preludio dell’arrivo dell’Anticristo.
Ai bulgari direi che prima occorrerebbe dimostrare l’esistenza di Dio, poi che Dio abbia proprio quei precisi connotati che gli si attribuiscono e poi, al limite, che esista un suo antagonista proprio con le corna, i denti aguzzi e gli occhi di Bragia, come diceva Dante.
Insomma, mentre l’Europa cerca di unire i popoli con infrastrutture e moneta unica, c’è chi preferisce cercare Beelzebù in una piega di carta. Ma d’altronde, si sa: non c’è specchio che rifletta il ridicolo meglio della superstizione.










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