
Preparatevi a celebrare una notizia che vi farà cadere dalla sedia, o forse vi farà ridere o piangere, a seconda del vostro senso dell’umorismo! Dal glorioso Stato del Texas ci arriva una lezione su come si risolvono i problemi dell’istruzione moderna e dell’educazione di bambini e ragazzi!
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Dimenticate gli investimenti in tecnologia, i corsi di aggiornamento per gli insegnanti, le classi meno affollate o, che ne so, una migliore alimentazione nelle mense scolastiche! Il governatore repubblicano del Texas, Greg Abbott, ha appena firmato una legge che è una vera e propria rivelazione divina! Si chiama Bill 10, e non è solo una legge, è un programma di illuminazione spirituale obbligatoria!
Sì, avete capito bene: d’ora in poi, ogni singola aula delle scuole pubbliche del Texas dovrà esporre, in un luogo ben visibile (mica in un angolino nascosto, eh!), un bel poster o una copia incorniciata dei Dieci Comandamenti. E non un poster qualsiasi, attenzione! Dovrà misurare almeno 40×50 cm e, udite udite, il testo dovrà essere esattamente quello dell’edizione protestante evangelica della Bibbia. Niente varianti cattoliche, niente ebraiche, zero interpretazioni personali! Solo la vera e unica verità, quella che risolve tutti i problemi didattici e comportamentali! Che comodità, no?
E non preoccupatevi per i costi! Non sia mai che l’istruzione pubblica debba spendere soldi per queste priorità assolute! Le scuole sono infatti obbligate ad accettare qualsiasi donazione privata per finanziare l’esposizione di questi capolavori etici.
In mancanza di beneficenza, e solo in quel caso, i fondi arriveranno… dal distretto scolastico! Perché, si sa, la spiritualità ha la precedenza su tutto, anche sui libri di testo o sugli stipendi degli insegnanti. I dubbi sull’effettiva applicabilità della legge? Ma chi se ne importa! Non è chiaro cosa accadrà a chi non si conformerà, ma presumiamo che la fede cieca risolverà anche questo!
Ah, e non è finita qui! Insieme alla Bill 10 è passata anche la Bill 11, che consente ai distretti scolastici di istituire momenti di preghiera a scuola e letture pubbliche della Bibbia! Perché la scuola è il luogo perfetto per la fede, non certo per, che ne so, la scienza o il pensiero critico.
I repubblicani, ovviamente, sono in tripudio! Il senatore Phil King, l’autore di questa perla legislativa, è sicurissimo che la legge reggerà in tribunale. Ha persino citato una sentenza del 2022 che ha riconosciuto a un allenatore il diritto di pregare in campo. Perché pregare in campo e appendere comandamenti in aula sono esattamente la stessa cosa, no? King ha dichiarato con profonda convinzione: “Ciò che è stato tolto ai nostri studenti può ora essere legittimamente restituito”! E poi ha aggiunto che non vede l’ora di vedere i Dieci Comandamenti, questo “documento storico fondante della nostra Nazione e del nostro carattere”, di nuovo nelle scuole del Texas.

Un “documento storico fondante”, ha detto! Peccato che, come ha fatto notare l’ex insegnante e fervente cristiano, il senatore democratico James Talarico, gli stessi promotori della legge abbiano bellamente ignorato uno dei comandamenti! Hanno costretto il parlamento a lavorare di domenica, il giorno di riposo che andrebbe santificato! Talarico, con un’ironia che ci commuove, ha chiesto: “Non pensate che i membri del Parlamento dovrebbero concentrarsi di più sul cercare di seguire i dieci comandamenti, invece di dire agli altri di seguirli?” Ah, la saggezza dei pochi!
Ma, come sempre, ci sono i soliti guastafeste. Le associazioni per i diritti civili hanno già promesso battaglia. Rocío Fierro-Pérez del Texas Freedom Network (TFN), con la sua retorica così… obsoleta, ha dichiarato che le famiglie texane, pur essendo religiose, credono anche nella libertà! La libertà di crescere i propri figli secondo i propri valori, la libertà dall’interferenza del governo nelle credenze personali. Ma dai, che noia!
L’American Civil Liberties Union (ACLU) è andata oltre, definendo la Bill 10 “palesemente incostituzionale” e ha annunciato che prepareranno una causa legale per fermare questa “violazione dei diritti garantiti dal Primo Emendamento a studenti e genitori”. Si vede che non capiscono la vera libertà, quella di essere obbligati a vedere un poster di 40×50 cm in ogni aula!
E attenzione, il Texas, con i suoi oltre cinque milioni di studenti nelle scuole pubbliche, non è l’unico a intraprendere questa nobile crociata! Già nel lontano 1978 il Kentucky ci aveva provato, ma ahimè, la Corte Suprema nel 1980 dichiarò la loro legge incostituzionale. Che peccato!
Ma ora siamo in un’epoca d’oro, galvanizzati dal “predominio trumpiano” sul Paese! La Louisiana, ad esempio, nel giugno 2024, in piena campagna elettorale (coincidenze?), ha varato una legge molto simile a quella texana. Certo, è stata fermata da una causa federal5, ma l’intenzione era buona! E l’Arkansas, già famoso per aver eretto una stele con la legge mosaica accanto all’edificio di governo, lo scorso aprile ha approvato l’Act 573, obbligando tutte le scuole pubbliche a esporre i Dieci Comandamenti nelle classi. Una vera e propria ondata di saggezza!
E chi altri se non il grande Donald Trump, il nostro faro di luce, ha sostenuto queste iniziative? Suvvia, lo ha scritto sui social, commentando la legge della Louisiana: “Amo i dieci comandamenti. Li voglio nelle scuole pubbliche, nelle scuole private e in molti altri luoghi. Leggeteli: come possiamo, come nazione, essere in errore?” Eh sì, come possiamo essere in errore quando abbiamo la risposta già bella e pronta in un poster 40×50 cm appeso al muro?
Quindi, complimenti al Texas e a tutti gli Stati che stanno riportando la vera morale nelle aule!
Ma comunque, ironia a parte, se non fosse abbastanza chiaro a chi segue questo sito, o il canale, e mi riferisco ai critici sistematici, c’è una cosa importante da dire e sottolineare: noi non siamo antireligiosi. Noi siamo pro laicità, ed è ben diverso.










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