San Gennaro non fa miracoli: quando la fede è superstizione, feticismo e folklore

8/05/2024 | Attualità, Blog, Religioni | 0 commenti

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Intanto, prima di entrare nella questione, due parole su San Gennaro: Gennaro sarebbe nato a Napoli, nella seconda metà del III secolo, e fu eletto vescovo di Benevento, dove svolse il suo apostolato, amato dalla comunità cristiana e rispettato anche dai pagani. Così leggiamo nella sua agiografia. La vicenda del suo martirio si inserisce nel contesto delle persecuzioni anticristiane di Diocleziano.

Al momento della sua morte, come era usanza all’epoca, il suo sangue fu raccolto dai fedeli in una ampolla. Fin qui nulla di particolarmente strano.

Ma arriviamo però al punto: è davvero stucchevole leggere, nel 2024, sui quotidiani di ogni estrazione (non su tutti ma di certo su molti) articoli sul miracolo di San Gennaro, che anche quest’anno si sarebbe ripetuto. Su Napoli Today leggiamo: “San Gennaro, si ripete il miracolo: l’annuncio arriva alle 18:38”. Mi raccomando, 18 e 38, segnatevelo, né un minuto prima né uno dopo.

E ancora Fanpage, prima pubblica un articolo in cui si legge: “Miracolo di maggio di San Gennaro: il sangue uscito dalla teca non è sciolto”, ma subito dopo arriva la rettifica: “Aggiornamento: alle 18.38 il sangue di San Gennaro è risultato sciolto, dopo la processione lungo le strade del centro fino alla Basilica di Santa Chiara.”

Ancora, vaticano.com: “4 maggio 2024, a Napoli si attende il Miracolo di San Gennaro”. Articoli simili si trovano su “Il Messaggero”, “La Repubblica” e così via.

Questo dimostra sia quanto la credulità popolare influenzi le scelte giornalistiche, anche dei grandi quotidiani, sia quanto ancora vi sia arretratezza e superstizione nella gente e nelle comunità di credenti.

E si tratta di una forma di religiosità immatura, elementare, non ragionata, non problematizzata. Quel tipo di religiosità che preferisce lasciare i fedeli a livelli di gregge incolto e non di comunità attiva e pensante.

Certo, si potrebbe anche dire che si tratti di un fenomeno folcloristico, culturale, che appartiene ad una tradizione consolidata, alla storia di un popolo. Sì, ma non è solo questo, dal momento che l’evento della liquefazione coinvolge il clero, gli alti prelati, in celebrazioni, processioni, omelie.

Come anche coinvolge la gente comune, che scrive, per esempio: “Viva San Gennaro! San Gennaro prega per noi e per il mondo intero.” Oppure: “San Gennaro prega e Intercedi, presso il Sacro Cuore di Gesù, per noi e per la pace nel mondo intero ❤️🙏🌹 Grazie ❤️🙏🌹”.

Sono esempi presi dai commenti sotto gli articoli su San Gennaro e sul sangue, che tutti possono leggere sui social.

E, viene da dire, non è forse il caso di aiutare questa gente, che certo scrive e crede in assoluta buona fede e senza far male a nessuno, a crescer dal punto di vista spirituale e culturale?

Non è forse il caso di dire a queste persone, dal pulpito di una chiesa, dalla voce di preti e vescovi, che san Gennaro non fa nessun miracolo, che quello dalla liquefazione del sangue non è un miracolo, e che quindi la vita spirituale e cristiana, al limite, va coltivata in altro modo e altrove?

E qual è la verità sul sangue di San Gennaro? Ecco, rivelarlo è persino imbarazzante per quanto è elementare.

In molti nel corso dei secoli hanno provato a dare una spiegazione ragionevole e difatti la spiegazione è ragionevolissima.

Cito di seguito, prima un’ipotesi di spiegazione, poi smentita, e successivamente la spiegazione ufficiale e scientifica che mette fine alla credenza miracolistica su San gennaro.

Ebbene, qualche anno fa alcuni scienziati, guidati da Luigi Garlaschelli del CICAP, hanno supposto, senza successo, che nell’ampolla non ci sia del sangue umano, ma un composto, realizzabile già dal Medioevo, fatto di idrossido di ferro: sarebbe stato realizzato attraverso la commistione di cloruro di ferro, che si trovava nella zona del Vesuvio, di carbonato di calcio – che è polvere di marmo – e di pigmento bianco usato in pittura: si ottiene in questo modo, appunto, l’idrossido di ferro colloidale, di color marrone scuro che lasciato a riposo si gelatinizza e, se viene agitato, diventa nuovamente liquido.

Va detto che fenomeni simili a quello di San Gennaro si verificano anche altrove, per esempio in un paese della provincia di Frosinone, Amaseno, e cioè a circa 20 km da dove sto scrivendo adesso. Il sangue in questione, in questo caso, è attribuito a San Lorenzo, e si scioglierebbe in modo miracoloso il 10 agosto, proprio in occasione della festa del santo. Il gruppo di scienziati torinesi ha provato ad agitare l’ampolla di san Lorenzo, cercando dei paragoni con il fenomeno di San gennaro, ma il sangue – o quello che è – non si è sciolto neppure parzialmente.

Sull’ipotesi, dunque, dell’idrossido di ferro, restano molti dubbi e non pare questa una soluzione accettabile.

La risposta definitiva, però, viene dall’università di Napoli Federico II, dal biologo molecolare napoletano Giuseppe Geraci. Il prof. Geraci osserva anzitutto che il liquido riprodotto da Garlaschelli e dal suo gruppo di lavoro non somiglia affatto al liquido contenuto nell’ampolla.

In più ha notato che il liquido dell’ampolla di San Gennaro, effettivamente, alla fine della processione, caratterizzata da un percorso fatto di scalini, sollecitazioni, movimenti bruschi, è ancora solido.

Quello che favorisce il passaggio dallo stato solido a quello liquido, perciò, non sono le sollecitazioni, i movimenti improvvisi, ma l’inversione dell’ampolla. Quindi la liquefazione non avviene a causa delle vibrazioni, ma a causa dell’inversione.

A questo punto, e qui viene l’aspetto interessante, il prof. Geraci non solo conferma che il contenuto dell’ampolla di San Gennaro è realmente sangue umano, perché lo spettro di assorbimento è identico a quello del sangue di un qualsiasi essere umano, ma si spinge ancora oltre.

Si fa prelevare 10 cl del suo sangue, lo inserisce in una ampolla dove aggiunge muffe e batteri tipici di un ambiente non asettico, simili all’ambiente in cui viene raccolto il sangue attribuito a San Gennaro.

Lasciando l’ampolla a riposo per un anno ha potuto constatare che, effettivamente, dopo essersi solidificata è passata successivamente allo stato liquido capovolgendola quattro o cinque volte.

L’esperimento è ripetibile continuamente garantendo la medesima situazione ambientale, e solo con il sangue umano. Non riesce, infatti, se si usa sangue di animali.

Svelato l’arcano, e con in mano le prove che non ci sia nessun miracolo, ci chiediamo: “Come si pone la Chiesa nei confronti di un simile evento?”.
 Prendendo l’Enciclopedia Cattolica leggiamo che il “miracolo” è, testualmente, “Un evento non attribuibile a cause naturali ma riconducibile all’intervento divino. Assieme alle profezie, i miracoli mostrano luminosamente l’onnipotenza e la scienza infinita di Dio e sono segni certissimi della divina Rivelazione e adatti all’intelligenza di tutti“.

A questo punto, andando a leggere su Famiglia Cristiana del 19 settembre dello scorso anno troviamo le parole di don Nicola Bux, teologo della Diocesi di Bari e consultore alle Congregazioni delle Cause dei santi, il quale, rispetto al sangue di San Gennaro, dice questo: «I miracoli sono uno strumento per richiamare l’uomo a principi più alti.”

E poco dopo aggiunge: “Quindi, il rinnovarsi del miracolo di San Gennaro fa germogliare la Fede. La reversibilità, da stato solido a liquido, del sangue di Gennaro è qualcosa di vivificante». Il teologo in questione usa due volte il termine miracolo. In altre parole non nega affatto la soprannaturalità dell’evento. E a noi non interessa cosa dicano i documenti ufficiali vaticani che non legge nessuno, ci interessa sapere cosa i pastori dicono alla gente.

Dunque, dopo aver appurato che non si tratta affatto di un miracolo, perché, stando alla definizione che abbiamo letto, lo scioglimento del sangue tutto è meno che “Un evento non attribuibile a cause naturali ma riconducibile all’intervento divino”, è legittimo chiedersi perché i teologi, e la Santa Sede a cui fanno capo, non dicano una volta per tutte che quell’evento non ha assolutamente nulla di soprannaturale, che non è affatto la conseguenza di un intervento divino, e che è spiegabilissimo senza scomodare nessuna divinità.

Forse c’è una parte della Chiesa che preferisce mantenere i fedeli in uno stato di ignoranza e superstizione, di assoggettamento e di immaturità. Sappiamo bene infatti che credere è facilissimo, ma che pensare implica invece fatica ed energia.

E dunque mantenere le persone ad un livello di soggezione passiva conviene, sia nel garantirsi un seguito mansueto e ubbidiente, sia – ed è sotto gli occhi di tutti – conviene dal punto di vista economico. Qual è l’introito, in termini economico finanziari, di questo gigantesco apparato di credenze e superstizioni? Lascio la risposta a chi sa fare calcoli di questo tipo, ma tutti noi, intuitivamente, possiamo immaginare somme a molte cifre.

Un’ultima considerazione: che divinità è quella che usa questi strumenti bassi e imbarazzanti per, torno alle parole del teologo, “Far germogliare la Fede” per cui “La reversibilità, da stato solido a liquido, del sangue di Gennaro è qualcosa di vivificante”?

Ho letto che ogni sei secondi – ripeto, sei secondi – c’è un bambino innocente che muore di fame: ebbene, una qualsiasi divinità capace di operare in modo soprannaturale, tanto da sovvertire nientemeno che le leggi della natura che lei stessa ha creato, non potrebbe far germogliare la fede sottraendo della povere creature alla morte? Non potrebbe vivificare la fede sottraendo le persone dai patimenti, invece di far sciogliere del sangue in una ampolla?

Fonti:
https://it.cathopedia.org/wiki/Miracolo
https://www.famigliacristiana.it/articolo/san-gennaro-dal-martirio-al-miracolo-del-sangue-le-cose-da-sapere.aspx
https://www.youtube.com/watch?v=mH-dtUH_fMM

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